Autore: Edo&Giada

Le origini della Tonnara di Marzamemi risalgono alla dominazione degli Arabi, che  intorno all’anno mille impiantarono quella che sarebbe diventata una delle più importanti Tonnara della Sicilia orientale, poichè vi veniva lavorata la maggior parte del tonno pescato nei Mari Ionio e Mediterraneo. Era la seconda per importanza dopo quella di Favignana per il numero di tonni lavorati. La struttura attuale del borgo risale al periodo che va dalla metà del Seicento alla metà del Settecento ed il Palazzo del Principe è opera del grande architetto Vermexio. L’attività della tonnara si sviluppò negli anni e, successivamente, nei primi del ‘900 fu ampliato lo stabilimento per permettere di lavorare il tonno salato e del tonno sottolio.

L’ambiente che originariamente serviva da ricovero per le grandi barche della tonnara, i cosiddetti scieri,  la camperia, oggi è diventato la loggia, un’unica grande sala di circa 750 mq.di fronte all’ampia balata, attraversata dalle antiche arcate di tufo,  coperta da un tetto in travi di legno sostenuto da pilastri; sul prospetto principale si aprono due grandi portoni che consentivamo il passaggio degli scieri. La pavimentatura è in basóle di calcare bianco.

La ciurma di mare della tonnara di Marzamemi era una nutrita squadra di quaranta uomini bene addestrati, a cui si aggiungevano due rais, due vicerais, mentre in camperia lavoravano un custode e sei terrazzani, tra i quali il banditore, che si occupa della sveglia mattutina. Il personaggio più importante durante la pesca del tonno è il rais, parola che deriva dall’arabo e che significa “capo, comandante”, in questo caso dei pescatori. Dalla sua muciara, imbarcazione più piccola degli scieri, assumeva il comando generale durante il giorno della pesca, intonando le famose cialome, i canti che scandivano ed accompagnavano l’intera durata della mattanza.

Cialoma

Il lavoro in tonnara era organizzato in due fasi: la pesca effettuata dalla ciurma e dai muciari, guidati dal rais, e la lavorazione a terra effettuata dagli operai guidati da specialisti genovesi. Il tonno pescato, dopo essere stato issato sugli sceri tramite uno scivolo posto alla base del molo, veniva portato all’interno della loggia il cui ingresso ingresso era tornato da due grandi portali. Il tonno veniva poi lavorato dentro i grandi capannoni della tonnara, suddivisi in varie zona a seconda delle mansioni svolte (pulizia, cottura, affumicatura, salatura e infine conservazione sott’olio). Vi era un grande forno dove veniva cotto il tonno, di cui oggi resta solo la grande ciminiera.

Scieri

La tonnara era dotata di una fabbrica del ghiaccio, l’attuale Pub Balata, che serviva a rifornire la numerosa flotta di pescherecci che sostavano nel porto  per  mantenere fresco il pesce, che col caldo estivo era soggetto ad un rapido deterioramento.

La Loggia comunica direttamente con il cortile privato, che attraverso l’antico portone si apre sulla magnifica piazza Regina Margherita. Qui, dove veniva fatta asciugare la grande rete, sorge la chiesa, esterna al gruppo edilizio della tonnara, dedicata a San Francesco di Paola, patrono dei pescatori, con abside, altare centrale e, all’epoca, due laterali di statue della Madonna di Pompei, di Sant’Antonio da Padova, di San Francesco di Paola e alcune tele che rappresentavano San Simone e le anime del Purgatorio. La cappella di San Francesco di Paola, a servizio del centro marinaro, è attualmente costituita dai soli muri perimetrali; tuttavia la chiesetta mostra molti elementi architettonici originari. Il rosone aperto sul cielo e la torre campanaria vuota sono il simbolo del tramonto dell’antico microcosmo di Marzamemi.

Oggi la Tonnara, il Palazzo di Villadorata ed i magazzini adiacenti sono stati recuperati, grazie ad un’ attenta ristrutturazione, e riutilizzati in parte come alloggi per turisti ed in parte come location per eventi e banchetti di matrimoni in stile siciliano. Il Borgo è costituito da tante casette basse costruite con pietra arenaria locale di fronte al mare. Le cosiddette casette dei pescatori, un tempo alloggi per i lavoratori della Tonnara, si sviluppano tutte intorno alla Tonnara, alla Piazza Regina Margherita e al Cortile Arabo.

Camminare per il Borgo di Marzamemi lascia sempre incantati, con i suoi vicoli stretti, illuminati dalla calda luce del sole, all’orizzonte di ogni vicolo il blu intenso del mare, con l’aria che sa di sale e  di quell’antico e importante mestiere ricco di fascino, che è la pesca.

Potete degustare e acquistare i prodotti ittici di tonnara da Adelfio e da Campisi Conserve.

*Fonti: Annalena Lippi Guidi,TONNARE TONNAROTI e MALFARAGGI DELLA SICILIA SUD-ORIENTALE, Zangarastampa Siracusa; Salvo Sorbello, LA PESCA DEL TONNO, Emanuele Romeo Editore

*Immagine in evidenza di Gaetano Sarta.

L’ultimo lembo di Sicilia è riservato a chi ama viaggiare. Oltre le dune scolpite dallo scirocco e dal grecale, oltre i vigneti e gli ulivi del primo entroterra, spuntano oasi naturali e borghi di pescatori. Lasciatevi Siracusa alle spalle e seguite le indicazioni per Noto, il capolavoro del Barocco che dall’alto del suo altopiano scruta la valle dell’Asinaro profumata di agrumi e di fichi d’India.

Andate oltre.

Seguite il richiamo della salsedine e scoprirete la Riserva Naturale di Vendicari, una delle zone umide più belle in Europa. Qui troverete la spiaggia ritenuta la più bella della provincia di Siracusa: Calamosche. Per arrivare alla sua caletta di sabbia basta una passeggiata di venti minuti dall’area di parcheggio lungo un sentiero sterrato, fra le piante spontanee di erica, ginepro e timo, fino ai gradoni fiancheggiati dai muretti a secco. L’acqua trasparente è perfetta per lo snorkeling: basta tuffarsi per ritrovarsi faccia a faccia con saraghi, cefali e ricciole. La spiaggia si estende per 200 metri ed è incastonata tra due promontori, e questo fa sì che il mare sia quasi sempre calmo. Il fascino della spiaggia si deve anche alla varietà della vegetazione e alla presenza di un panorama mozzafiato. Scordatevi i servizi in spiaggia, i bar e gli stabilimenti balneari e ricordatevi di portare con voi acqua, cibo  tutto l’indispensabile per la giornata. Vicino al parcheggio c’è un agriturismo in cui si mangia molto bene. Tornando indietro stanchi e affamati qui potete trovare ristoro.

Come si raggiunge?  Percorrete in auto la S.S. 19 lungo il litorale e seguite le indicazioni per Calamosche. Una volta raggiunta l’area di parcheggio ai margini della Riserva occorre procedere a piedi per 15-20 minuti lungo un sentiero immerso nella macchia mediterranea. Nonostante queste difficoltà vale veramente la pena passare una giornata in questo meraviglioso paradiso terrestre.

Sempre all’interno della Riserva, più vicina a Pachino rispetto a Calamosche, troverete il mio paradiso, la spiaggia di Vendicari. Il colore del mare varia dall’ azzurro chiaro a un profondo blu. Inutile dirvi che l’acqua è limpidissima e pulitissima.  Se andate durante la settimana in bassa stagione potreste correre il pericolo di ritrovarvi da soli a godere di un posto meraviglioso. Dimenticate i bar, i lidi, i bagni pubblici, i racchettoni e la musica ad alto volume. Questa è una Riserva Naturale, vi depongono le uova le tartarughe. Solo voi, il mare e la natura.

Come si raggiunge?  Percorrete in auto la S.S. 19 lungo il litorale e seguite le indicazioni per la Riserva di Vendicari. Lasciata l’auto al parcheggio della Riserva, raggiungerete la spiaggia con una camminata di 10 minuti. Vi si accede anche dalla Strada IX di San Lorenzo, ma in questo caso vi aspetta una camminata per un sentiero in salita.

Fra l’Oasi di Vendicari e  Marzamemi, seguono come naturali continuazioni la spiaggia di San Lorenzo e la spiaggia della Spinazza. La prima è un piccolo eden di sabbia bianca,   non è grandissima ma offre servizi e possibilità di divertimento, e di conseguenza è spesso affollata. Qui ci sono i due lidi più noti della costa, Agua Beach e San Lorenzo, dall’anno scorso anche nella versione Plus, più chic con i suoi letti a baldacchino. La spiaggia libera c’è ma è molto limitata. Per quanto il mare qui abbia delle sfumature che ho visto solo nell’Oceano Indiano,  personalmente la trovo meno selvaggia, meno siciliana delle altre.   Se volete passare la giornata in uno dei due lidi e siete in alta stagione dovete per forza prenotare con largo anticipo.

Come si raggiunge?  Percorrere in auto la SP19 in direzione Pachino. Seguire le indicazioni per San Lorenzo.

La spiaggia della Spinazza è la spiaggia di Marzamemi, in quanto raggiungibile a piedi anche dal centro del borgo. La spiaggia è ampia, troverete alcuni lidi attrezzati anche con pedalò ma in gran parte è ancora libera. L’acqua è trasparente e la una sabbia fine e dorata, ideale per i bambini. Come accade nell’Oceano Indiano, ci sono spesso le posidonie. Lo sottolineo solo perchè molte persone le trovano sgradevoli, considerando la spiaggia “sporca”, ignorando invece che questa pianta marina ossigena il mare ed è fondamentale  per la sua salute, dunque è sinonimo di acque pulite.

Situata tra Portopalo di Capo Passero e Marzamemi, la spiaggia di Morghella, dalla sabbia dorata e dal mare cristallino, prende il suo nome da un’antica salina che si trova alle sue spalle, oggi non più attiva  e pantano che ospita diversi uccelli migratori. E’ la spiaggia meno indicata per i bambini, vista la profondità dei primi metri della battigia. Nelle zone adiacenti troverete delle scogliere dove praticare immersioni. A pochi metri dalla spiaggia  in direzione Portopalo, sgorga dalle rocce una sorgente di acqua dolce, nota come Acqua delle Colombe. L’accesso a questa zona è libero, ma la discesa del piano roccioso non è per tutti. La spiaggia è in parte libera, ed è presente un lido attrezzato.

Riprendete la strada litoranea per Portopalo e preparatevi ad un cambio di paesaggio. Qui il litorale infatti alterna dune di sabbia e scogliere a picco sul mare.

La prima spiaggia che incontriamo è la spiaggia di Scalo Mandrie, che è sicuramente una delle più suggestive della zona per quanto sia la spiaggia del paese, con la Tonnara da una parte e il gioiello naturalistico dell’Isola di Capo Passero dall’altra. Il mare è azzurro e smeraldo, con un fondale basso che degrada dolcemente verso il largo. La spiaggia è libera ma in estate sono presenti molti servizi per i turisti, compreso un ristorante con adiacente bar dove potrete ristorare lo stomaco e anche l’anima grazie alla vista mozzafiato.

Da provare anche l’affascinante zona sabbiosa dell’Isola di Capo Passero, una lingua di sabbia facilmente raggiungibile a piedi, attraversando il mare quando c’è bassa marea oppure con una piccola imbarcazione di pescatori che tutto il giorno, effettua il trasporto da e verso l’isola.

Lasciando Portopalo e proseguendo lungo il litorale troverete  la spiaggia dell’Isola delle Correnti. Dell’isola abbiamo già parlato qui. Sapete quindi che in questo specchio di mare si incontrano le correnti provenienti da diverse aree del Mediterraneo.  Sulla spiaggia, si può gustare la bellezza di questo luogo, con una sabbia fine e dorata, da cui assistere allo spettacolo delle onde che si innalzano irregolarmente per il vento e le correnti, e al volo degli albatros, quando il vento permette di stare sulla riva, dato che a volte le folate sono molto forti. Ma è un prezzo che si paga volentieri, magari anche dopo aver fatto i fanghi con l’argilla gialla e bianca della cava confinante con Carratois. La spiaggia è libera e ha un lido attrezzato, anche con letti a baldacchino.

Come si raggiunge?  Percorrete in auto la SS114 Siracusa- Noto e seguite le indicazioni per Portopalo. Anziché andare nel paesino che si affaccia sul mare, seguendo le indicazioni per l’isola delle Correnti si viene condotti ad un altro litorale, posto di fronte all’isola suddetta.

Continuando lungo la costa, trovate Carratois, altro gioiello imperdibile dal nome tropicale:  sabbia color oro, orizzonti senza fine con l’Isola delle Correnti sullo sfondo, mare che più azzurro non si può. I fondali sono bassi: per incontrare il blu cobalto delle acque più profonde dovrete nuotare per diversi metri verso il largo.  A destra la spiaggia termina con la piccola cava d’argilla di cui abbiamo parlato prima, con cui è abitudine cospargersi il corpo, aspettare che indurisca e buttarsi in acqua. La spiaggia è sia libera che attrezzata con più lidi, circondata da dune bianche scolpite dai venti che parlano inevitabilmente di Africa, come i tramonti che questa spiaggia regala ogni giorno.

E’ famosa anche per gli happy hour domenicali del Lido Playa Carratois e che vi consiglio: sorseggiare un mojto a ritmo di musica alla luce di un caldo tramonto è impagabile!

Nel suo tratto finale, la lunga spiaggia di Carratois diventa Punta Rio, una sorta di piscina naturale con fondale molto basso, ideale anche per i più piccoli. Le caratteristiche climatiche di questo tratto di costa, che va dall’isola delle Correnti a Punta Rio sono l’ideale per praticare windsurf, surd e kite surf: non è raro infatti vedere una processione di vele colorate anche nei weekend invernali.

Come si raggiunge?  Percorrete in auto la SS114 Siracusa- Noto e seguite le indicazioni per Portopalo. Anziché andare nel paesino che si affaccia sul mare, seguendo le indicazioni per l’isola delle Correnti fino a che, sulla destra, non troverete un variopinto cartello che indica spiaggia Carratois. La strada da percorrere è sterrata e di un bianco abbacinante.  Percorretela tutta fino al parcheggio, superate le dune ed ecco il paradiso!

Subito dopo Punta Rio, troviamo la spiaggia e la punta delle Formiche,  costituita da una punta di roccia arenaria, affiancata da un piccolo tratto di sabbia finissima che si interseca fra le rocce bianche.  Il nome Punta delle Formiche deriva dalla conformazione degli scogli che si prolungano verso la terraferma e che, visti dall’alto, sembrano formare appunto una colonna di formiche. L’accesso a questa spiaggia è garantito da una stradina interna un po’ tortuosa o in alternativa direttamente dal mare. Alle spalle della lingua di sabbia trovate una serie di grotte naturali.

Come si raggiunge?  Dovete prendere la strada che da Portopalo va verso Maucini, e proseguire su una strada sterrata in direzione di Costa dell’Ambra.

Prima di arrivare a Pozzallo e cambiare provincia, troverete la Spiaggia Granelli,  chiamata dai siciliani Raneddi o Ranelle o Granelle. La spiaggia è bella, selvaggia, incontaminata, spazzata dai venti africani, di sabbia dorata, non ancora aggredita dal turismo. Alle spalle i pantani, dunque non è raro vedere volare dei fenicotteri rosa. Rigorosamente e assolutamente libera*.

* a luglio 2017 è stato aperto il primo lido della Spiaggia Granelli.

Come tutte le aree metropolitane del XXI secolo, anche Marzamemi risente di una serie di problemi che vanno affrontati prima possibile, per migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti e dei viaggiatori che vorrebbero goderne.

Di seguito un elenco non esaustivo:

Sovraffollamento

Inquinamento acustico

Piazza Regina Margherita

Piazza Giardinella

Inquinamento atmosferico

Traffico e ingorghi

Occupazione del centro storico da parte di non residenti 

Grigiore urbano

🙂

Il Giornale di Sicilia del 08/03/2018 ha dedicato un articolo al Destination Wedding in Sicilia dal titolo SPOSARSI IN SICILIA E’… UN SOGNO.

Un sogno per tanti stranieri e anche per tanti italiani.

Marzamemi è una delle destinazioni. Perchè chi sceglie il borgo vuole qualcosa di simbolico, vuole aggiungere ancora più anima al sogno.

Nell’articolo si parla di Marzamemi e si parla di me.

Marzamemi ha due ingressi, uno a nord – A – che vi permette di accedere direttamente al centro storico del borgo, uno a sud – B – per chi ha voglia di una bella passeggiata per il lungomare, alla scoperta di localini e boutiques.

In alta stagione, i due ingressi sono chiusi dalla ZTL, dalle 11:00 alle 4:00 del mattino. In questo periodo potrete usufruire dei diversi parcheggi a pagamento situati prima dei varchi della ZTL:

ingresso A: parcheggio “La Diga” e parcheggio “Marzamemi centro”
ingresso B: parcheggio “Scirè”, anche per camper.

E’ stato finalmente svelato il tema della 40° edizione dell’Infiorata di Noto, in programma dal 17 al 19 maggio 2019.

Il tema sarà “I Siciliani in America”.

Il sindaco Bonfanti afferma: «Per la prima volta nella storia, i Siciliani nel Mondo diventano il focus di una importante manifestazione. È un vero atto di amore e di pura riconoscenza: vogliamo dedicare la nostra prestigiosa Infiorata alle tante comunità di siciliani nel Mondo, permettendo loro di abbracciare l’amata Sicilia e di raccontarci le loro esperienze di vita, la storia di tanti successi e di innegabili sofferenze». 

I bozzetti realizzati dai maestri infioratori netini, le mostre allestite, i workshop organizzati e gli spettacoli in programma saranno ispirati ai Siciliani che hanno affermato la propria esistenza vivendo tra il Canada e gli Stati Uniti d’America. Siciliani che da immigrati sono diventati protagonisti di storie di successo.

Tutti i dettagli della festa di saluto alla Primavera organizzata con continuità nella città Barocca dall’ormai lontano 1980 saranno ufficializzati nei prossimi giorni, mentre sabato 2 marzo sarà presentata la grafica ufficiale.

«Quest’anno abbiamo deciso declinare in maniera diversa l’internazionalizzazione della “nostra” Infiorata – spiegano gli assessori Solerte e Terranova – per dare il giusto risalto all’essere Siciliani, alla “Sicilitudine” che tante volte ripeteva Leonardo Sciascia. Il nostro vuole essere un simbolico e metaforico “bentornati” a quanti hanno lasciato la Sicilia per trovare fortuna in America».
Dopo l’edizione 2017 dedicata al Principato di Monaco e quella 2018 alla Cina, l’edizione 2019 dell’Infiorata accoglierà un tema profondo e che punta a ricomporre memorie individuali e di comunità, storie normali ed eccezionali, passato e avanguardia dell’essere “I Siciliani in America”.

Torna anche quest’anno l’attesissimo Festival del Teatro Greco di Siracusa.

Le Baccanti di Euripide, Ifigenia in Tauride di Euripide e la commedia Le Nuvole di Aristofane sono i testi scelti per la 56ª stagione della Fondazione Inda.

Nelle tre opere si possono individuare verità nascoste, tema della Stagione 2020, scene e personaggi che si presentano in maniera opposta rispetto a quello che sono davvero. A partire dall’ ultima tragedia di Euripide, Le Baccanti, un mosaico impossibile da comporre, dove ogni verità adombra il suo contrario, a Ifigenia in Tauride, dove ogni realtà cui si credeva si rivela falsa, alle Nuvole, dove ogni fede in certe soluzioni, in certa “nuova cultura”, si rivela illusoria.

Settimo allestimento per Le Baccanti dopo le edizioni del 1922 con Annibale Ninchi nel ruolo di Dioniso e la direzione artistica di Ettore Romagnoli, nel 1950 con Vittorio Gassman (Dioniso) e Arnoldo Foà  (Cadmo) e la regia di Guido Salvini, nel 1980 per la regia di Giancarlo Sbragia e Michele Placido protagonista, nel 1988 con Walter Pagliaro alla regia e Paolo Graziosi nel ruolo di Dioniso, nel 2002 quando il testo di Euripide fu diretto da Luca Ronconi con Massimo Popolizio nei panni di Dioniso e nel 2012 con la regia di Antonio Calenda e Maurizio Donadoni protagonista.
Ifigenia in Tauride sarà messa in scena al Teatro Greco di Siracusa per la terza volta dopo le edizioni del 1933, regia di Franco Liberati con Maria Melato nel ruolo di Ifigenia, e del 1982 per la regia di Lamberto Puggelli e Anna Maria Guarnieri protagonista.
Le Nuvole di Aristofane sarà messa in scena al Teatro Greco di Siracusa per la quarta volta dopo gli allestimenti del 1927, il primo anno in cui la Fondazione Inda decise di aprire alle commedie il proprio programma di rappresentazioni classiche, con la direzione artistica di Ettore Romagnoli, nel 1988 con la regia di Giancarlo Sammartano e nel 2011 quando a dirigere la commedia fu Alessandro Maggi.

 

La terza edizione di ChocoModica 2018 avrà luogo dal 6 e al 9 Dicembre nell’omonima cittadina di Modica, raggiungibile in mezz’ora di macchina da Marzamemi.

L’evento che da ormai tre anni si realizza, celebra una delle pietanze più amate al mondo: il cioccolato. Considerato da sempre il “cibo degli dei”, nella città di Modica, il cioccolato e la sua lavorazione rappresentano due delle specialità culinarie più conosciute in Italia.

Eventi culturali, sociali e soprattutto culinari allieteranno la quattro giorni dicembrina: potrete immergervi fra cioccolato e cinema, fra dolce e cultura, tradizioni e l’innovazione del moderno..Il programma è ancora in via di definizione, spero di riuscire a pubblicarlo a breve. Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, nel frattempo, ha inserito tale evento tra quelli di rilievo nazionale per festeggiare l’”Anno del cibo italiano”.

L’edizione 2018 sarà ancora più sfavillante visto che dal 15 ottobre scorso quello di Modica è il primo cioccolato europeo ad aver ricevuto il marchio IGP: questa tavoletta di cioccolato che, da disciplinare, “deve essere a parallelepipedo rettangolare con i lati rastremati a tronco di piramide di peso non superiore a 100 gr, con la pasta di colore marrone con evidente granulosità per la presenza di cristalli di zucchero all’interno del prodotto”, non è semplicemente un prodotto d’eccellenza, ma parte della storia del territorio che la produce da secoli.

“Il mitico cioccolato di Modica, con le sue memorabili sorprese olfattive ed emozionali, invita a scoprire il segreto dello sfolgorio di zuccherosi cristalli a firma di sapienti artefici del buono e del bello.”Così viene definito dagli organizzatori dell’evento.

 
 

Un po’ di storia

Il cioccolato di Modica ha origini antichissime e trova le sue radici in quello che si definisce: “il popolo del quinto sole”, gli Aztechi, che regnarono in America centrale e meridionale dal XIII al XVI secolo. Tra le meravigliose tradizioni di questo popolo dell’antico Messico, il cacao veniva considerato cibo nutriente, sostegno economico, ma anche simbolo di ottima posizione sociale. Utilizzato anche per i suo benefici e proprietà curative, gli veniva anche attribuito un significato mistico ed era considerato veicolo per comunicare con le divinità. Gli aztechi utilizzavano le fave di cacao per farne una bevanda, chiamata xocoatl, che aromatizzavano con spezie e erbe locali. E’ stato necessario l’intervento di un altro popolo affinchè questa tecnica di lavorazione delle fave di cacao giungesse dal lontano Messico sino alla nostra Modica: la dominazione spagnola infatti, comune al territorio dell’attuale Messico e alla Sicilia, fece sì che questo metodo trovasse quasi una sua naturale collocazione a Modica. Furono proprio gli Spagnoli che aggiunsero per la prima volta lo zucchero durante la lavorazione delle fave di cacao.

Ancora oggi il cioccolato di Modica viene prodotto seconda l’antica ricetta.

L’ex Iena Pif approderà a Marzamemi mercoledì 12 settembre portando al Festival del Cinema di Frontiera la sua esperienza nell’incontro in cui si discuterà di “Cinema e serialità”.

Tante le novità della XVIII edizione, che quest’anno sarà caratterizzata da un ritorno alle origini, alla prima edizione, trasformando piazza Regina Margherita nella sala cinematografica en plein air più a sud d’Europa dal 12 al 15 settembre.

Il tema è “La linea d’ombra. Alla fine è la coscienza di ognuno che decide” e, come sempre, protagonisti saranno i film, gli ospiti (che verranno svelati successivamente) e da quest’anno saranno previsti anche tanti incontri sui mestieri del cinema.

Quattro giorni di cinema indipendente, nazionale ed internazionale, proveniente dai festival di tutto il mondo. Un concorso di 20 cortometraggi, selezionati da oltre 300 arrivati da ogni angolo del globo, una nutrita rassegna di filmakers ed autori siciliani, incontri con autori di film, di libri, di teatro.

Dieci film retrospettiva ed anche 4 giorni di incontri sui mestieri del cinema: “Pensare e Produrre”, col regista e produttore svizzero algerino Mohammed Soudani e la produttrice Linda Di Dio; “Illuminare lo schermo” curato da Daniele Ciprì, regista e direttore della fotografia; “Musica e schermo” di Carlo Siliotto, composer a Los Angeles (american film academy) e “Sullo schermo, l’attrice” con le attrici Donatella Finocchiaro e Elit Iscan.

«La XVIII edizione – ha dichiarato il regista Nello Correale, ideatore e direttore artistico del Festival – aprirà con un saluto di Mika Kaurismaki, amico e collaboratore del Cinema di Frontiera fin dalla sua fondazione, e un ricordo di Sebastiano Gesù, storico, critico, cinefilo, appassionato e generoso organizzatore, vice direttore artistico ed insostituibile motore del Festival: ma soprattutto fraterno amico». Il festival si chiuderà sabato 15 con la premiazione, un omaggio in ricordo di Sebastiano Gesù e il grande spettacolo del film Tempi Moderni, in versione restaurata in hd con accompagnamento musicale dal vivo dell’ Ensemble Darshan.

Si intitola “Ciàula scopre la luna” e si svolgerà in piazza Regina Margherita a Marzamemi daL 26 luglio sino a domenica 29 luglio, evento organizzato dall’associazione Teatro Giovane Pachino.

La “luna” di Ciàula è quella bellezza ancestrale che a Marzamemi sarà percepita tramite la musica e la poesia. Una (ri)scoperta del passato attraverso cui combattere le paure e la solitudine della società liquida moderna. Il progetto “Ciàula scopre la luna” nasce con l’intenzione di proporre lo stupore della “bellezza”, intesa come suggestione che promana dalla poesia e dalla musica della tradizione isolana, come rimedio alla paura, causata dalla distruzione social della cultura dell’incontro. Così come, nella novella di Luigi Pirandello, la miracolosa scoperta della grandezza della luna guida Ciàula dal buio della notte verso la luce, dalla fatica nella solfara alla libertà, allo stesso modo la (ri)scoperta della nostra terra, luogo di bellezza e contaminazione culturale, ci indicherà la luce della luna nel buio della caverna dell’indifferenza e della paura dei confini.

Il Festival è cominciato ieri con la lettura di Ciàula, di Luigi Pirandello, e la proiezione del docu film del regista Nello Correale “La voce di Rosa”, un omaggio a Rosa Balistreri in collaborazione col cinecircolo Cinefrontiera.

Venerdì alle 22,30 comincerà la session musicale Francesca Incudine, mentre sabato alle 21 nel cortile del palazzo di Villadorata gli attori Gisella Calì e Sebastiano Cimino reciteranno dei monologhi durante il momento teatrale “Fuoco nel mare”. Poi spazio alla musica, alle 22,30, con Alessio Bondi.

Concluderà l’iniziativa Carlo Muratori, con un concerto previsto domenica alle 22,30, sempre in piazza Regina Margherita.

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