L’OPERAZIONE HUSKY

Lo sbarco in Sicilia (nome in codice operazione Husky) è stata un’importante campagna militare della seconda guerra mondiale. L’operazione fu attuata dagli Alleati sulle coste siciliane nelle prime ore del 10 luglio 1943, con l’obiettivo di aprire un fronte nell’Europa continentale. Dopo la caduta di Pantelleria, fu la prima grande operazione delle truppe alleate sul suolo italiano durante la guerra e segnò l’inizio della campagna d’Italia.

Vi presero parte due grandi unità alleate: la 7ª Armata statunitense al comando del generale Patton e l’8ª Armata britannica al comando del generale  Montgomery. Le due armate sbarcarono nella zona sud-orientale della Sicilia con il compito di avanzare in contemporanea all’interno dell’isola: la 7ª Armata di Patton avrebbe dovuto avanzare verso Palermo e occupare la parte occidentale dell’isola, mentre l’8ª Armata di Montgomery avrebbe dovuto marciare lungo la parte centro-orientale della Sicilia verso Messina.

A Marzamemi e all’Isola delle Correnti, alle 2:30 della notte del 10 luglio  sbarcò l’ottava armata, dove i tedeschi ritenevano che l’acqua fosse troppo bassa. Inglesi e canadesi trovano una scarsissima resistenza: le difese italiane erano presenti, ma il massiccio bombardamento navale e aereo alleato aveva indebolito le postazioni costiere, e molti soldati italiani si arresero rapidamente. I tedeschi invece erano già in viaggio per Catania. A mezzogiorno Montgomery e Patton erano già a pranzo (si dice che non abbiano pagato il conto) all’albergo dedicato proprio ai Savoia, in via Palestro 13. Subito dopo gli alleati fermarono alcuni noti fascisti locali , li portano al campo di concentramento di Priolo e nominarono il primo sindaco dell’Europa liberata un avvocato di Pachino, esponente socialista, mentre un plotone di scozzesi marciava al suono delle cornamuse. Gli alleati erano infatti super informati: da mesi viveva a Pachino vendendo ortaggi Turi Pappalardo, nato a Brooklyn da genitori catanesi, ma tenente dell’esercito americano. Alla popolazione venne distribuito del corned beef, manzo sottosale. La sera del 10 luglio, l’occupazione della penisola di Pachino fu completa.  I bunker di difesa costiera o casematte in cemento armato, chiamate Tobruk sono ancora oggi visitabili e ricordano i combattimenti di quel periodo. Hanno una camera di combattimento circolare con almeno 4 feritoie che venivano armate con mitragliatrice.

L’episodio più curioso è quello che riguarda la parte avuta nella preparazione dello sbarco dal gangster Lucky Luciano, uno dei capi riconosciuti della malavita americana di origine siciliana, il quale stava scontando una condanna a 15 anni. Si comprende agevolmente, con queste premesse, quali siano state le vie dell’infiltrazione alleata in Sicilia prima dell’occupazione. Il gangster americano, una volta accettata l’idea di collaborare con le autorità governative, dovette prendere contatto con i grandi capimafia statunitensi di origine siciliana e questi a loro volta si interessarono di mettere a punto i necessari piani operativi, per far trovare un terreno favorevole agli elementi dell’esercito americano che sarebbero sbarcati clandestinamente in Sicilia per preparare all’occupazione imminente le popolazioni locali. “Luciano” venne graziato nel 1946 “per i grandi servigi resi agli States durante la guerra”.

SBARCO A MARZAMEMI
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CASAMATTA FUORI MARZAMEMI

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